
-Il canto di apertura, "Ortigara", commemora
l'olocausto degli Alpini sul Monte Ortigara, divenuto Sacro Calvario per tante
giovani vite immolate sulle nude rocce.
-"Amici Alpini": "...correte, correte!", è l'accorato grido
d'aiuto rivolto alla Protezione Civile dell'ANA, che da anni è schierata sul
fronte del pronto intervento solidale.
-Già patrimonio della coralità alpina, "Ta-pum" e "Stelutis
alpinis" sono due canti tradizionali, a cui la sapiente rielaborazione
di M. Berno ha reso nuova incisività e armoniosità.
-"La teleferica" era il mezzo di trasporto per materiali usato
in montagna dalle nostre truppe nel 1° conflitto; occasionalmente impiegata
anche per trasportare soldati, in questo canto è testimone del dramma di uno
di essi.
-Caratterizzato dal "fischio" della tradotta, il canto "Senti, bela
Ninèta" racconta la chiamata alle armi, vissuta dai "'morosi" come
momento di separazione.
-"Croci del Pasubio" evoca tre diversi episodi che, a distanza
di 90 anni, la nebbia, sempre protagonista sul Pasubio, sembra restituire
a chi si trovi a camminare per quei luoghi: l'imperioso comando del Gen. Graziani:
"Alpini, prendetemi quel Dente!" o il lamento del cappellano militare ferito,
don Pietro Bertoldo, o anche il grido di sconforto del tenente Oppi, per l'annientamento
del suo plotone.
-"Sei andato avanti, Alpino": nel gergo alpino, la frase significa
semplicemente che è morto un alpino. Al di là del ponte una "voce amica" l'ha
chiamato a vette più alte.
-A ricordo della tragica campagna di Russia, "Soldati senza nome"
narra del continuo ritrovamento di spoglie dei nostri alpini rimasti sulla
steppa senza sepoltura; mentre "Dammi i tuoi valenki" racconta
la più lieta storia di un alpino vicentino che dalla Russia è tornato "con
le sue gambe", salvato dal congelamento grazie ad un paio di stivali russi.
-In "Quando una lacrima", un bel cielo notturno, trapunto di
stelle, costituisce la maglia ideale su cui ricamare un bel canto alla mamma
lontana, la persona in assoluto più cara all'alpino in armi.
-"Signor Tenente" richiama la penosa attesa dei nostri soldati
nelle loro postazioni, minate dal nemico e pronte ad esplodere. A loro ricordo,
una bandiera bagnata del loro sangue sventola alta nel cielo, mentre tra quei
sassi cresce un fiore.
-"Sul cappello" è forse il canto più legato alla tradizione
alpina, il più noto ed il più cantato.
-Per chiudere in bellezza, "La canzone del silenzio", un pezzo
corale dalla forte caratterizzazione emozionale, richiama alla memoria le
"notti di guardia". Sulle note del "Silenzio fuori ordinanza", l'alpino, immerso
nel silenzio della notte, si vede sfilare davanti tutte le figure più care
e le nostalgie d'amore più radicate… -"Ortigara" è un CD di notevole spessore,
con brani tutti rigorosamente alpini; unica eccezione, un canto che pur estraneo
alla tradizione alpina è stato incluso "a furor di popolo" nella raccolta,
per la sua particolarità e per il suo pathos: porta il titolo di "Hiroshima",
ed è' un ricordo di quall'apocalittica tragedia, un monito modulato sulle
corde perfino inadeguate, seppure eccellenti, di un coro alpino.
Il booklet all'interno del CD contiene inoltre i testi di tutti i canti in
elenco.
Per informazioni: Coro Alpino Lumignano, Piazza Mazzaretto - 36023 Lumignano
di Longare - (Vicenza) Telefono: 0444 - 55.52.53 / 55.53.54 Telefax: 0444
- 55.52.55
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