Il Coro Alpino Lumignano, nell'imminenza della 79^ Adunata Nazionale che si terrà ad Asiago, presenta il suo ultimo CD: "Ortigara".
Il titolo del nuovo disco è denso di significati, così come lo sono i brani in esso contenuti.
E' il nome di un monte sacro alla tradizione Alpina, presso il quale migliaia di giovani hanno donato la loro vita in difesa degli ideali di Patria e di Libertà. E' anche il nome di un canto, nato qualche decennio fa' per mano di A. Rigoni e I. Pelosi, con l'intento di "non dimenticare" quel sacrificio.
Il compact-disc, registrato lo scorso inverno nella Pieve di S. Mauro Abate a Costozza (VI), contiene una selezione di canti alpini, alcuni tradizionali e già celebri, altri più nuovi nati in seno al coro dal lavoro di M. Berno, V. Rigoni, P. Vedovato

 

 

 

 

 

-Il canto di apertura, "Ortigara", commemora l'olocausto degli Alpini sul Monte Ortigara, divenuto Sacro Calvario per tante giovani vite immolate sulle nude rocce.
-"Amici Alpini": "...correte, correte!", è l'accorato grido d'aiuto rivolto alla Protezione Civile dell'ANA, che da anni è schierata sul fronte del pronto intervento solidale.
-Già patrimonio della coralità alpina, "Ta-pum" e "Stelutis alpinis" sono due canti tradizionali, a cui la sapiente rielaborazione di M. Berno ha reso nuova incisività e armoniosità.
-"La teleferica" era il mezzo di trasporto per materiali usato in montagna dalle nostre truppe nel 1° conflitto; occasionalmente impiegata anche per trasportare soldati, in questo canto è testimone del dramma di uno di essi.
-Caratterizzato dal "fischio" della tradotta, il canto "Senti, bela Ninèta" racconta la chiamata alle armi, vissuta dai "'morosi" come momento di separazione.
-"Croci del Pasubio" evoca tre diversi episodi che, a distanza di 90 anni, la nebbia, sempre protagonista sul Pasubio, sembra restituire a chi si trovi a camminare per quei luoghi: l'imperioso comando del Gen. Graziani: "Alpini, prendetemi quel Dente!" o il lamento del cappellano militare ferito, don Pietro Bertoldo, o anche il grido di sconforto del tenente Oppi, per l'annientamento del suo plotone.
-"Sei andato avanti, Alpino": nel gergo alpino, la frase significa semplicemente che è morto un alpino. Al di là del ponte una "voce amica" l'ha chiamato a vette più alte.
-A ricordo della tragica campagna di Russia, "Soldati senza nome" narra del continuo ritrovamento di spoglie dei nostri alpini rimasti sulla steppa senza sepoltura; mentre "Dammi i tuoi valenki" racconta la più lieta storia di un alpino vicentino che dalla Russia è tornato "con le sue gambe", salvato dal congelamento grazie ad un paio di stivali russi.
-In "Quando una lacrima", un bel cielo notturno, trapunto di stelle, costituisce la maglia ideale su cui ricamare un bel canto alla mamma lontana, la persona in assoluto più cara all'alpino in armi.
-"Signor Tenente" richiama la penosa attesa dei nostri soldati nelle loro postazioni, minate dal nemico e pronte ad esplodere. A loro ricordo, una bandiera bagnata del loro sangue sventola alta nel cielo, mentre tra quei sassi cresce un fiore.
-"Sul cappello" è forse il canto più legato alla tradizione alpina, il più noto ed il più cantato.
-Per chiudere in bellezza, "La canzone del silenzio", un pezzo corale dalla forte caratterizzazione emozionale, richiama alla memoria le "notti di guardia". Sulle note del "Silenzio fuori ordinanza", l'alpino, immerso nel silenzio della notte, si vede sfilare davanti tutte le figure più care e le nostalgie d'amore più radicate… -"Ortigara" è un CD di notevole spessore, con brani tutti rigorosamente alpini; unica eccezione, un canto che pur estraneo alla tradizione alpina è stato incluso "a furor di popolo" nella raccolta, per la sua particolarità e per il suo pathos: porta il titolo di "Hiroshima", ed è' un ricordo di quall'apocalittica tragedia, un monito modulato sulle corde perfino inadeguate, seppure eccellenti, di un coro alpino.
Il booklet all'interno del CD contiene inoltre i testi di tutti i canti in elenco.

Per informazioni: Coro Alpino Lumignano, Piazza Mazzaretto - 36023 Lumignano di Longare - (Vicenza) Telefono: 0444 - 55.52.53 / 55.53.54 Telefax: 0444 - 55.52.55
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